giovedì 12 ottobre 2017

RICORDANDO ALBERTO

Cade oggi l'anniversario della morte di Alberto Castagnetti, credo il più longevo C.T. della storia del nuoto.
Per me è stato un maestro, non so se consapevole, io di sicuro l'ho compreso bene solo dopo..

Adoravo il clima che si respirava in quel particolare centro federale, mi apriva la mente come pochi ambienti sono riusciti a fare nella mia vita professionale. Assorbivo come una spugna perchè l'ambienbte era pieno di risorse di altissimo livello, e il clima semplice favoriva l'apprendimento.

Alberto poi mi ha fatto sentire subito a mio agio in quella sua casa che era la piscina, e non ha mai detto di no alle mie numerose idee ed esperimenti. Non conosco molti uomini di sport che avrebbero dimostrato la stessa fiducia ad una giovane psicologa nel mettere nelle sue mani i suoi atleti. Conservo questa dimostrazione di fiducia in un angolo ben protetto del mio cuore.

Ho imparato tanto in quegli anni di collaborazione, insegnato forse qualcosa, di sicuro mi sono divertita moltissimo, e ho lottato come una tigre nella convinzione delle mie passioni. Condividere il lavoro professionale con lui, il suo staff e i suoi atleti è stato per me fonte di grande crescita professionale e personale, una di quelle cose che ti porti appresso per sempre perchè rappresentano la base su cui poggia poi tutto il resto.

Ma tra una risata e un discorso diretto, Alberto mi ha anche insegnato e spronato a stare a galla, nonostante il mare intorno fosse pieno di strani e grossi pesci, come spesso accade nella vita, e di questo porterò sempre un dolce ricordo nel mio cuore. Grazie davvero.

Questa è una foto che ho scattato ad Alberto l'ultimo anno di collaborazione, in una giornata di luglio rovente come poche, qualche giorno prima di partire per le Olimpiadi di Atene.

Micaela Deguidi

giovedì 29 settembre 2016

MEDAGLIE OLIMPICHE: per Normo-Dotati, Diversamente-Abili o Super-Umani?


Che meraviglia le Olimpiadi!!! Ogni quattro anni diventiamo tutti, almeno per qualche settimana, grandi sportivi… Che lo siamo veramente o meno, in quelle poche settimane ci appassioniamo a sport a volte mai visti, a storie di vita e di performance che spesso lasciano un segno nel nostro cuore… Finiamo per parlarne al lavoro, al bar, in famiglia, tra amici, e sempre a raccontare con quel tono di eccitazione, di pura emozione: “hai visto ieri quella gara"…“quell’atleta”…

Perché è questa la magia dei Giochi Olimpici: che tu lo voglia o no, che tu te ne renda conto o meno l’Olimpiade ti prende per puro piacere e passione, è capace di trascinarti in questo mondo fantastico fatto di performance incredibili, di forza e potenza, di passione smisurata e volontà d’acciaio in cui anche noi, come italiani, ci sentiamo in qualche modo partecipi. Ci ritroviamo a vivere e condividere questo mondo fatto di pianti e delusioni, ma più spesso di esplosioni di pura gioia e rabbia, difficili da dimenticare. Perché l’Olimpiade è per un atleta il tetto più alto, il più antico, il più puro, il massimo obiettivo. E qui stiamo ancora parlando del mondo dei normo-dotati: ma quando inizia quello dei diversamente-abili che sapore hanno quelle stesse esplosioni emotive, quegli obiettivi realizzati, il tetto del mondo scalato e raggiunto, magari senza gambe?

sabato 11 giugno 2016

Campione d'Italia!!!!!


Complimenti a Giacomo Dal Pozzo classificatosi al primo posto nei Campionati Italiani di Arrampicata Sportiva ad Arco, specialità Speed.
Ancora una volta, il più forte di tutti...
Grazie Giacomo, per la gioia e l'orgoglio...:)

                                                                 Micaela

sabato 28 maggio 2016

Insieme è meglio: i magici poteri della coesione del gruppo

Tutto il corso della nostra vita è segnato da continue appartenenze a gruppi: il gruppo della famiglia in primis, poi arriva quello degli amici, dei compagni di classe, della squadra, dei colleghi di lavoro, ormai pure di facebook e whatsapp…

Qualunque sia il motivo, noi tendiamo a stare insieme, ad aggregarci, a far parte di un tutto entro cui inserirci, e questo perché l’appartenenza al gruppo è un bisogno che per l’essere umano è innato, senza dubbio ci ha offerto in passato un vantaggio evolutivo fondamentale.

lunedì 18 aprile 2016

La preparazione dell'atleta


Un atleta quando si allena, o quando si prepara per una competizione utilizza tutte le sue capacità: fisiche, tecniche, tattiche, mentali.

Nel momento stesso in cui è in campo e mette in atto uno schema specifico appena imparato, o quando reagisce di fronte ad un goal subito, o quando individua il modo migliore per passare la palla al suo compagno, sta usando tutte le sue risorse. Anche quando ha l'impressione di utilizzare solo i muscoli delle gambe per correre, in realtà mentre corre pensa, valuta, decide e "sente" qual'è la cosa migliore da provare in quel momento, secondo il bagaglio acquisito durante la preparazione.


Gli studi evidenziano che la performance di un atleta è data dall'insieme di questi fattori a cui il soggetto attinge quando ne ha bisogno. Più gli elementi fisici, tecnici, tattici e mentali vengono allenati insieme, più completa sarà la preparazione dell'atleta e più probabile la sua migliore performance.

venerdì 18 marzo 2016

Piccole personalità crescono...

Noi nasciamo puro istinto: se abbiamo fame urliamo come matti per fare in modo di ottenere il cibo che ci serve per la sopravvivenza, e se abbiamo sonno ci addormentiamo senza tanti sfronzoli, ovunque siamo…

Ma la vita ci insegna quasi subito che le cose sono molto più complesse di così, e vanno imparate. Insomma l’istinto non basta, abbiamo bisogno degli stimoli che ci motivino ad acquisire competenze sempre più specifiche, perché la nostra vita possa essere qualcosa di più della semplice sopravvivenza…

martedì 23 febbraio 2016

Ma lo stress è negativo o positivo?

Quando espongo la lezione sullo stress a scuola, parto sempre facendo una domanda ai miei studenti: “Secondo voi, lo stress è una cosa negativa o positiva?” Quasi tutti mi rispondono che lo stress è una cosa negativa, e coloro che si fanno vedere dubbiosi temo lo facciano più perché pensano che la mia sia una domanda trabocchetto che per convinzione…

Nella nostra cultura ci trasmettiamo socialmente l’idea che lo stress sia una cosa brutta, cattiva, che ci fa star male, che viene dall’esterno e su cui abbiamo un relativo controllo: arriva l’evento stressante e pesante, e noi cerchiamo di resistere più che possiamo…

Lo stress invece è semplicemente uno stimolo che ci offre l’ambiente, e come tale non è né negativo né positivo. Di questi stimoli, come ho accennato parlando di motivazione (vedi il “need for competence”) ne abbiamo bisogno per sopravvivere. Sono le richieste dell’ambiente che ci mettono in moto quei meccanismi di risoluzione delle situazioni che ci fanno crescere e migliorare.

RICORDANDO ALBERTO Cade oggi l'anniversario della morte di Alberto Castagnetti, credo il più longevo C.T. della storia del nuoto....