domenica 31 gennaio 2016

La marcia che non ti aspetti


Che la motivazione faccia cambiar marcia è risaputo: gli obiettivi vengono raggiunti più velocemente e con maggiore qualità attraverso una spinta motivazionale anche dai più piccoli, a patto però di saper schiacciare i tasti giusti…
Come educatori siamo fortunati perché motivati più che altro si diventa, ragion per cui la motivazione si può insegnare. Ci vuole lavoro e molto impegno, in alcuni casi anche parecchia pazienza, ma il premio potrebbe essere di gran lunga superiore rispetto allo sforzo…

E’ un premio a vita tra le altre cose, perché una volta appresi i segreti della mente motivata, questi si espandono a tutte le aree della nostra vita: lì dove sentiamo di voler raggiungere un obiettivo ecco che parte la quarta marcia della motivazione a farci capire come fare…da piccoli, da adulti, nella scuola, nel lavoro, nelle relazioni, nello sport….non importa quale sia l’obiettivo: la motivazione sa solo che noi lo vogliamo raggiungere e lei si mette in moto con tutti i giri che ha a disposizione per farcelo ottenere…

domenica 24 gennaio 2016

A proposito di Motiva-Azione!!!


Che cos’è che fa sì che un atleta pratichi uno sport? Anzi, che lo pratichi con costanza e determinazione, che venga in campo sotto la pioggia e il freddo, o sotto il sole che gli cuoce il cervello, anzi di più, che non riesca a stare lontano dal campo nemmeno infortunato, o arrabbiato, o deluso?

Indubbiamente la motivazione risulta fondamentale, unita ad un altro importante elemento che è il divertimento, ma in realtà che cos’è la motivazione e come si può allenare? Ebbene sì, l’ho proprio detto: la motivazione si può insegnare, sviluppare, allenare, proprio come si fa con le capacità tecniche e fisiche…ma andiamo per ordine.

sabato 1 agosto 2015

La medaglia che abbatte i pregiudizi

Bill May e Christina Jones

Bill era un bambino in cerca del “suo sport”: quello che ti emoziona, che ti fa piangere di gioia, a volte di rabbia ma che non molleresti per nessuna ragione. E dopo aver provato con la ginnastica, scoprì il nuoto sincronizzato praticato dalla sorella, e fu amore a prima vista.

Nel suo paese, gli Stati Uniti, ha vinto 14 titoli nazionali e per vivere, insieme alla sua partner si è inventato uno show con cui si esibiscono da più di 10 anni, continuando comunque a partecipare alle gare. Bill sapeva che aveva fatto tutto quello che poteva fare, perché a livello internazionale il sincro misto non è mai stata una specialità inserita nel programma.

Ma, a sorpresa, lo scorso novembre la FINA decide di cambiare rotta e introduce, nella disciplina del nuoto sincronizzato fin’ora riservato solo alle donne, la specialità del duo misto ai Campionati del Mondo di Kazan, in Russia. E la faccenda fa subito molto discutere. Lo stesso Ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, ha commentato così la novità del sincro misto decisa dalla federazione internazionale di nuoto: “E’ una cosa stupida e sbagliata. Non c’è mai stato nulla di simile nella storia delle discipline acquatiche. A mio parere, il nuoto sincronizzato è uno sport per sole donne”.

Bill non si è lasciato sfuggire l’occasione di abbattere finalmente le barriere maschiliste che ancora oggi sono presenti tra gli atleti, e le società, e le autorità, ma per fortuna sempre meno grandi di fronte alla bellezza della precisione tecnica e all’espressione artistica di altissimo livello.

Giorgio Minisini e Manila Flamini
Bill May, insieme alla sua partner Christina Jones, ha vinto la prima medaglia d’oro della specialità,  quella che ancora non esisteva, proprio davanti ai padroni di casa russi e ad un’Italia ancora con la bocca aperta dalla sorpresa… Sì perché Giorgio Minisini, 19 anni, al suo esordio mondiale si è trovato tra le mani, prima con la compagna Manila Flamini nel programma tecnico, poi con Mariangela Perrupato nel programma libero, due medaglie di bronzo belle da far paura…


Giovane, ancora con poca esperienza ma grandissima disciplina e amore per questo sport, Giorgio si allena nel sincro da quando aveva sei anni e la sua forza, la sua potenza, la sua espressione artistica così bene allenate hanno trovato il loro culmine nel primo mondiale del sincro misto della storia, anno 2015. Medaglie dal valore storico e morale inestimabili…

Micaela Deguidi

martedì 28 luglio 2015

Tania delle meraviglie...


Tania Cagnotto non delude mai: questa super campionessa non manca nemmeno questa volta di emozionarci davanti agli schermi per condividere con lei questo orgoglio sportivo di essere ancora una volta sul podio più alto, lì dove proprio non te lo aspetti…

Siamo a Kazan, Mondiali di Tuffi, gara di trampolino da un metro, specialità non olimpica, un oro mai vinto da una donna italiana. Tania era andata molto vicina a battere questo record ed essere la prima atleta italiana d’oro in questa specialità già due anni fa quando, ai Campionati Mondiali di Barcellona, la campionessa uscente, la cinese He Zi, la superò di soli 10 centesimi di punto.

Dieci centesimi di oro perduto… Avrebbero abbattuto moralmente anche il più convinto degli uomini, ma non questa donna così speciale, capace di andare dopo ogni sconfitta fin nel profondo di sé stessa, e ogni volta tirare fuori nuovi obiettivi a cui guardare con la massima concentrazione e convinzione, per poi tirare fuori dal cilindro l’impossibile…

Eccolo l’impossibile: oggi, a trentanni, ai Mondiali di Kazan, Tania conquista l’oro dal trampolino da un metro, batte la cinese, è la prima atleta italiana donna a conquistare questo oro, mai nessuna prima…

Verrebbe da pensare che tutto andasse bene, che tutto fosse perfetto, che le condizioni, lo spirito, tutto fosse super…. Invece Tania veniva dritta dritta da una delusione sportiva: il quinto posto nel sincro da 3 metri con Francesca Dallapè, che ha fatto perdere alle atlete la possibilità di prendere il pass di qualifica olimpica per Rio, rinviata quindi a febbraio in Coppa del Mondo. E poi c’erano quei 10 centesimi di punto che rosicavano ancora lo stomaco…


Eppure questa campionessa dalle mille risorse, ha recuperato un focus abilmente allenato e forte come un masso, come i suoi muscoli di acciaio, e tra mente e tecnica e cuore si è conquistata questa rivincita con un tuffo volato oltre le difficoltà, semplicemente perfetto…


Micaela Deguidi

Con il naso all'insù


Il 26 luglio è stato inaugurato il Mondial Air Balloon Festival edizione 2015, in Francia, uno degli eventi mondiali più importanti per gli appassionati di mongolfiere, con la presenza di oltre 300.000 spettatori con il naso all’insù. 

I palloni aerostatici, coloratissimi e dalle forme più strane, sono decollati dalla pista-aerodromo di Chambley-Bussières, in Lorena, dopo essere stati allineati lungo la pista in due file parallele costituite da 6 km di mongolfiere. Al momento del decollo più di 400 mongolfiere dai mille colori si sono librate nel cielo azzurro e lo spettacolo era davvero mozzafiato.

L’idea per questa edizione del Mondiale era quella di stabilire un nuovo record rispetto all’edizione precedente del 2013, e il record è stato ampiamente battuto con 433 mongolfiere in volo nel cielo della Lorena. La possibilità di emozionarsi e tornare un po’ bambini è assicurata fino al 2 agosto…

Micaela Deguidi



sabato 4 gennaio 2014

Alessandro Del Piero dà un bel 10 a Birindelli



Alessandro Del Piero non ci ha pensato due volte e ha dedicato il posto più alto della sua personale classifica dei migliori sportivi del 2013 ad Alessandro Birindelli, suo ex compagno di squadra della Juventus e attuale tecnico delle squadre giovanili del Pisa.
Il motivo di questo posto d’onore? Durante una partita di campionato di calcio, dopo aver ripreso i genitori dei giocatori che non la smettevano di litigare in tribuna, ha radunato i suoi piccoli atleti di 11 anni e insieme si sono incamminati verso l’uscita, costretti a dare agli adulti il buon esempio di un ottimo comportamento educativo, anche se questo voleva dire, secondo le regole della Federcalcio, la perdita della partita a tavolino.

giovedì 28 marzo 2013

Tra la vita e la morte...


Nessuno poteva immaginare che una gara di podismo di fine marzo potesse trasformarsi in una tragedia. Nessuno. Eppure è successo l’imprevedibile, l’inaccettabile, l’incomprensibile: la morte ha toccato la mano di un giovane podista, e probabilmente ne ha sfiorate tante altre…

Quella che sembrava una giornata destinata a diventare un evento da ricordare con piacere nella mente di molti, venuti per l’occasione da Italia, Francia, Germania, Ungheria, Olanda, è diventata una lotta per la sopravvivenza, un dolore impresso nel cuore delle persone, sensazioni che nessuno vorrebbe ricordare più, e che invece si porterà a casa per sempre.

La natura ha avuto la meglio e si è espressa con tutta la sua libertà. Sulla carta era una domenica di fine marzo, nella realtà una di pieno inverno: gelo, pioggia, vento forte, neve in montagna, fango nei boschi da attraversare. Ma non sono servite le previsioni visibili a tutti, non sono servite le forze dell’ordine, i medici, i vigili del fuoco e i soccorsi alpini: Paolo Ponzo non ce l’ha fatta, non è tornato a casa. A 41 anni ha lasciato una moglie e due bambini sgomenti e increduli di fronte all’inaspettata tragedia.

E SE IL TUO SOLITO AVVERSARIO DIVENTASSE IL TUO MIGLIOR COMPAGNO DI SQUADRA? In questi giorni si disputa, in Svizzera, la Laver C...